Nando carissimo, sei stato per me un faro durante gli anni turbolenti universitari,

gravati da una malattia allora sconosciuta. Avrei voluto salutarti e vedere ancora quel tuo sguardo saggio e intelligente che mi accoglieva sempre... mi manchi, ma voglio credere di averti accanto, come sempre hai fatto con i tuoi studenti. Dal 4 continuo a piangere e tu forse mi diresti di smetterla perché ci sarai sempre per tutti quelli che hai amato e che ti hanno amato. Grazie di tutto,

Antonella

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